2011-11-27 23:31:37 P O L E C E N I E .
N I E S P A C; Z W I E D Z A C !

2011-11-09 21:44:21 Kolory jesieni. 



2011-10-12 00:59:15 Merano .
Merano è una città dell'Italia settentrionale capoluogo della comunità comprensoriale del Burgraviato nella provincia autonoma di Bolzano, in Trentino - Alto-Adige. Capoluogo della Comunità comprensoriale del Burgraviata è circondata dalle montagne (1500-3335) e si trova nel fondovale all'inizio di quatro importanti valli: La Val Venosta, la Val Passiria, la Val d'Adige e la Val d'Ultimo. Alla periferia di Merano sorgono il paesi ed il castello di Tirolo, da cui prende nome la regione storica del Tirolo.
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Storia. In epoca romana la zona dell'attuale Merano è detta Maia e si tova sul confine tra la provincia della Rezia e la Regia X Venetia et Histria, di margini settentrionali del municipium di Trento. In epoca tardo-antica, vi si sviluppa il Castrum Maiense, un insediamento fortificato localizzato a partire dalla rocca dell'attuale castel San Zeno. Nella capella del Castrum furono sepolti San Valentino di Rezia e San Corbiniono di Frisinga.Merano si sviluppa notelvolmente sotto conti del Tirolo, particolare con Alberto III di Tirolo e con Mainardo II di Tirolo-Gorizia, quando l'antico nucleo urbanistico assume la sua caratteristica fisionomia. Di quel periodo rimane l'imponente torre, sede un tempo del burgravio principesco.
Merano diviene città nel corso del XIII secolo. Nel secolo succesivo, grazie anche di privilegi concessi da Leopoldo III si sviluppa molto il settore commerciale. Con il transferimento della sede dei conti ad Innsbruck nel 1420 la città perde la sua primaria importanza come centro economico pur rimanendo formalmente capitale della contea di Tirolo fino 1848.Solo con le guerre di liberazione del Tirolo del 1809,guidate da Andreas Hofer della Passiria, Merano ritorna al centro dell'attenzione; sul monte Benedetto, sopra Merano, i tirolesi combattono vittoriosamente una bataglia contro Francesi e i Bavaresi.
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Nella seconda metà dell'Ottocento Merano diviene un importante luogo di cura e villeggiatura dell'Impero Austro-Ungario, grazie anche il collegiamento ferroviaro inaugurato nel 1881 e completato con la stazione feffoviara su disegno di von Chabert del 1905. Conseguetemente la città si espande al di fuori del perimetro della mura su modeli urbanistici di derivazione viennese e salisburghese e con l'apporto dell'urbanista germanico Theodor Ficher. Dopo la prima guerra mondiale Merano come tutta la parte meridionale del Tirolo, viene annessa all'Italia. Tra le due guerre vi viene realizzato l'ipodromo di Maia.
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Merano ha un'antica tradizione turistica. Molti sono infatti gli ospiti della politica e della cultura che hanno passato le loro vacanze nella città, per esempio l'imperatrice Sissi e gli scrittori Franz Kafka e Goltfield Benn. Questo soprattutto perche scienziali e medici hanno sempre consigliato la città per il suo clima mite e quasi mediterraneo e per la qualità dell'aria. La popolazione meranese è grisso modo per metà di madrelingua tedesca e per metà madrelingua italiana A Merano vive una piccola comunità ebraica con una propria sinagoga. Vi sono anche una chiesa dedicata al culto russo-ortodosso , dalla seconda metà dell'800 unoa comunità e una chiesa evangelica luterana. Un tempo c'erano una chesetta anglicana ed una piccola comunutà anglo-americana. Da notare il fatto::. che sui cartelle, le indicazioni stradali e le informazioni sono scritte in italiano come in tedesco. Negli uffici publici, cosi come nei negozi, nei bar, in qualsiasi locale si parla sia italiano che tedesco.
A merano si trova il Museo Provinciale del Tyrismo "Touriseum", ospita nel Castel Trauttmansdorff al quale è annesso il giardino botanico, uno dei più belli in Italia. A dicembre 2005 sono state riaperte le Terme di Merano con annesso un hotel a quatro stelle.

  

2011-10-09 10:58:11 Rossana Rossana, comune della provincia di Cuneo, è situato in una valle laterale della Valle Varaita a circa 24 km dal capoluogo.
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Il paese sorge in territorio montano, lungo il corso del rio Torto e presenta una notevole variazione paesaggistica estendendosi dalla colorazione rossastra dei terreni alle colline. Rossana è rinomata per i locali prodotti del sottobosco, quali i funghi porcini e le castsgne Bracalla. Nel centro storico del paese si eleva la chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta, splendido esempio di gotico piemontese e il castello dei Conti Gazelli.
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Cenni storici. Il toponimo di Rossana deriva dal nome gentilizio Roscius o roxius di un cittadino romano appartenente alla gente Riscia alla quale fu concesso il fondo in seguito all'occupazione romana del territorio nel II secolo a. C.. Rossana fu sottoposta con atto imperiele del 998 alla diocesi di Torino e concesso in feudo nel 1155 al marchese Giuliemo Del Vasto, alla cui famiglia appartiene sino agli inizi del Trecento. Al casato successero nel possesso del feudo, fra XIV e XVII secolo, le famiglie Macuzzo da Melle, Cervere, Ricciordino da Sivigliano, Romagnano, Bernezzo e infine Gazelli de Selve. Rossana anticamente legata ai domini del marchesato di Saluzzo entrò a far parte dei territori sabaudi fra XIV e XV secolo per seguire le sorti del ducato di Savoia sino all'Unita d'Italia.
46 Sagra della castagna e del fungo - Rossana
  
 

2011-09-29 15:39:56 Carnevale di Venezia Il Carnevale di Venezia, se non il più grandioso è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercira è il mistero che continua a possedere anche adesso che sono transcorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa. Si hanno ricordi delle festività del Carnevale fin dal 1094, sottoil dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti publici nei giorni che precedevano la Quaresima. Il documento ufficiale che dichiara il Carnevale una festa publica è del 1296 quando il senato della Republica dichiarò l'ultimo giorno della Quaresima.
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Tuttovia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti anestrali di passaggio, dall'inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basta pensare ai Saturnalia latini oai culti dionisiaci nei quali motto era " Una volta all'anno è lecito non avere freni" ed è simile lo spiriro che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l'illusione ai ceyi più umili di diventare per breve periodo dell'anno, simili ai potenti, concedono loro di poter burlare pubblicamente i riccchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali sull'esempio del "Panem et Circenses" latino.
Se un tempo il Carnevale era molto più lungo e cominciava addirittura la prima domenica di ottobre per intensificarsi il giorno dopo l'Epifania e culminare nei giorni che precedevano la Quaresima. Oggi, Carnevale ha la durata circa dieci giorni in coincidenza del periodo pre-Pasquale ma le febbre del Carnevale comincia molto tempo prima anzi forse non è scoretto dire che a Venezia la febbre del Carnevale non cesse mai durante l'anno. Una sottile euforia si insinua tra le calli della città più bella del mondo e cresce impercettibilmente, sale con la stessa naturalezza dell'aqua, sfuma i contorni cose ,suggerisce misteri e atmosfere di tempi andati.
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Un pempo di Carnevale consentiva ai Veneziani di fasciar da parte le occupazioni per dedicarsi totalmente ai divertimenti, si construivano palchi nei campi principali, lungo la Riva degli Schiavoni, in Piazzetta e in Piazza San Marco. La gente accorreva per ammirare le attrazionile più varie: giocolieri, i saltimbanchi, gli animali danzati, gli acrobati; pifferi e tamburi venivano quasi consumati dall'uso, i venditori ambulanti vendevano frutta secca, castagne e fritole e dolci di ogni tipo, ben attenti a far notare la provenienza da Paesi lontani delle loro mercanzie. La città di Venezia, grande città commerciale, ha sempre avuto un legame privilegiato con i Paesi lontani, con l'Oriente in particolare cui non manca in ogni edizione del Carnevale, un rifferimento, un Filo Rosso che continua a legare la festa più nota della Serenissima al leggendario viaggio del veneziano Marco Polo verso la Cina alle corte di Qubilai Khan dove visse per circa venticinque anni. Un Filo Rosso, che si snoda lungo l'antica e famigerata via della seta.
Alcuni Carnevali sono passati alla storia; quello del 1571 in occasione della grande battaglia delle forze cristiane a Leponto quando la domenica di Carnevale venne allestita una sfilata di carri allegorici: le Fede troneggiava col piede sopra un drago incatenato ed era seguita dalle Virtù teologali, la Vittoria sovrastava i vinti ed infine la Morte con falce in mano per sinificare che in quella vittoria anche lei aveva trionfo.
Il 1664 in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo si organizzò una grandiosa e divertente maschera a cuiparticiparono molti giovani patrizi. Una sforzosa sfilata attraversò Venezia e fece tappa in due dei più famosi monasteri della città: quello di San Lorenzo e quello di San Zaccaria, dove risiedevano le monache di nobili stirpe.
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Il 27 febbraio 1679 il Duca di Mantova sfilo con un seguito di indiani, neri, turchi e tartari che lungo il percorso sfidarono r combatterono sei mostri, dopo averli uccisi si comoncio a danzare.
Per il Carnevale del 1706: giorni si mascherarono da Persiani e attraversarono la città per poi esibirsi nelle corti e nei parlatoi dei principali monasteri di monache - San Zaccaria e San Lorenzo.
Venezia divenne l'alta scuola europea del piacere e del gioco della maschera e dell'irresponsabilità. Venezia si fece grande virtuosa delle metemorfosi e il Carnevale fu il suo exploit. Per molti giorni all'anno, il mondo sembrava non opporre più i desideri diventavano realizzabili e non c'era pensiero o atto che non fosse possibile. Questa era Vevezia nel Settecento, il secolo che più di ogni altro la rese luogo delle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo. Venezia era allora il mondo do Giaccomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e elegante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Lungi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepola, la patria dal padre della Commedia dei Caratteri, uno dei più grandi autori del teatro europeo e uno degli scittori italiani più conosciuti all'estero: Carlo Goldoni che in una poesia dedicata al Carnevale , cosi rappresenta lo spirito della festa:
" Qui la moglie e là il marito, Ogniuno va dove gli par Ogun corre a qualche invito, chi a giocar chi a ballar. Nel XIX secolo invece, Venezia e il Carnevale incarnano il mito romantico internazionale e la città della Laguna, con sue brume e l'aspetto paludoso, diventa meta di artisti, scrittori, musicisti, avventurieri e bellissime dame di tutto mondo: Sissi d'Austria, Wagner, byron, George Sand, Ugo Foscolo.
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Il Carnevale ebbe un momento di stasi dopo la caduta della Republica di Vanezia perchè malvisto della temporanea occupazione di austriaci e francesi. La tradizione si conservò nelle isole, Burano, murano, dove si continuò a festeggiare. solo alla fine degli anni Settanta del XX secolo alcuni cittadini e associazioni civile si impegnano per far risorgere il Carnevale che venne inaugurato nel 1979. Il comune di Venezia, il Teatro L Fenice, l'azienda provinciale di soggiorno e la Biennale prepararono un programma di 11 giorni lasciando anche molto spazio all'improvvisazione e alla sponteaneità senza dimenticare un supporto logistico con mense e alloggi a prezzi accessibili.
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Il Carnevale dei nostri giorni è un magnifico happening che coinvolge grossi sponsor, le reti televisive, le Fondazioni culturali e che richiama folle di curiosi da tutto il mondo con migliaia di maschere in festa e con una pacifica e sgargiante occupazioni della Laguna. Fra le calli meravigliosa città, per una decina di giorni, si svolge una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocostà, tutti in maschera a celebrare il fascino di un mondo fatto di balli, scherzi, gala esclusivi e romantici incontri.

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